Fiumi
in pericolo
Per colpa dell’effetto serra e della siccità, alla
cui
base c’è l’opera dell’uomo, i
10 fiumi
più grandi ed importanti del mondo (Nilo, Gange, Indo,
Yangtze,
Mekong, Salween, Danubio, La Plata, Rio Grande, Murray-Darling) stanno
perdendo forza e alcuni non riescono nemmeno a raggiungere lo sbocco ai
rispettivi mari.

Secondo l’ammonimento lanciato dal WWF alla vigilia della
Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo 2007), la costruzione
di
strade, ponti, edifici, la cementificazione degli argini,
l’inquinamento dei fiumi per via degli scarichi urbani ed
industriali, stanno creando le premesse per un grande disastro
ambientale, del quale però l’umanità
non è
pienamente consapevole.
Per quanto riguarda l’Indo e il Nilo, altamente influenzati
dai
cambiamenti climatici, la situazione è drammatica: il primo,
a
causa dello scioglimento dei ghiacci situati alla fonte, si sta
ritirando sempre più, facendo fatica a raggiungere
l’Oceano Indiano; il secondo, per la costruzione di dighe e
per
l’innalzamento della temperatura globale, non riesce
più
ad apportare acqua dolce al Mediterraneo, innalzando quindi il
livello di salinità delle acque in corrispondenza del delta.
Il Rio Grande, invece, a causa del massiccio sfruttamento da
parte della texana El Paso, interrompe il suo corso a 1300 km
dalla foce, in corrispondenza della città.
In Asia anche lo Yangtze ed il Mekong sono
minacciati dall’inquinamento di città e
fabbriche e
dall’eccessiva attività ittica.
Le conseguenze aumentano di importanza se si pensa che il
primo rappresenta il 40% delle risorse idriche della Cina, e
di
conseguenza la sua situazione influenza la qualità
della
produzione agricola all’interno del paese.
Con la crescita del 73% dell’inquinamento negli ultimi 50
anni,
55 milioni di persone rischiano di essere private della loro
principale fonte di sostentamento.
Mentre il Gange è impoverito dall’eccessivo
sfruttamento
delle sue acque per scopi industriali e domestici, il Danubio, il
più lungo fiume europeo, e La Plata, sudamericano, vengono
inquinati dagli scarichi delle infrastrutture turistiche, che spesso
non si attengono alle norme di smaltimento dei rifiuti.
In Australia, invece, nel Murray-Darling si stanno disseminando specie
ittiche estranee che bloccano i processi di fotosintesi.
In conclusione di questo primo punto possono essere distinte 5 cause
principali della disastrosa situazione dei fiumi:
1. cambiamenti climatici
2. alterazioni e perdita dell’habitat a causa delle
infrastrutture
3. aumento delle specie invasive
4. sfruttamento non sostenibile
5. eccessiva captazione delle acque